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La parte più antica oggi visibile è quella della Torre (metà del '400), con la porta d'accesso alla cinta muraria (sono tuttora visibili i grossi cardini). Alla storia di Monte Compatri appartengono il Duomo, dedicato a Maria Assunta in Cielo, edificato agli inizi del '600 per volere del Cardinale Borghese su una preesistente chiesetta dedicata a Santa Brigida. Successivamente fu ampliata la cupola e l'abside e nel 1876 assunse l'attuale pianta basilicare.

In una piazzetta poco distante dal Duomo, si può ammirare la caratteristica
Fontana del Belvedere dove un tempo le donne si recavano con la tradizionale conga a raccogliere l'acqua; dalla piazza è possibile ammirare anche un fantastico scorcio sulla campagna sottostante, sull'altura di Monte Porzio Catone e sulla Capitale.

All'ingresso del paese, al centro di Piazza Marco Mastrofini sorge la
Fontana dell'Angelo, monumento di fine Ottocento in bronzo incardinato in uno sperone di tufo ricavato dalla vicina cava di Monte Salomone. L'Angelo, più che il simbolo di Monte Compatri, è diventato il vero fulcro e anima della vita cittadina, omaggio a quanti hanno lavorato, a volte anche a costo della propria vita, per portare l'acqua dalle sorgenti di Carpinello fino al paese sul finire dell'800.

Recentemente è stato restaurato il
Palazzo Annibaldeschi, edificio munito di torre di avvistamento il cui primo e più antico corpo risale al XVI sec. Caro ai monticiani per aver ospitato a lungo le scuole elementari, oggi il Palazzo ospita la Biblioteca Comunale, una sala convegni, ed è la prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale del Centro per la Filosofia Italiana.

Altro importante palazzo nel cuore del Borgo medievale di Monte Compatri è
Palazzo Altemps. Questo ultimo nel 1592 divenne sede delle autorità cittadine che qui esercitavano i poteri di compilazione dei Bilanci e i Servizi Pubblici (edilizia, viabilità, nettezza urbana, ordine pubblico, mercati, ecc.). Palazzo Altemps si presentava come una costruzione massiccia in sperone, un fortilizio che si elevava fino al piazzale davanti all’ingresso del paese, innalzandosi oltre l’arco, dominando all’esterno la vallata e l’intero abitato. Tra rimaneggiamenti e modifiche interne, fu sede comunale fino al 1892 quando la sede del Comune si trasferì nel Palazzo Borghese. Il Palazzo veniva ceduto dall’allora sindaco Giovanni Felici alle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù che lo utilizzarono come sede delle scuole materne ed elementari. Nel 1975 il Comune inizia le trattative per riacquistare la proprietà con le suore che lo vendono nel 1977 a privati che volevano ristrutturarlo per realizzare mini appartamenti. Questa querelle va avanti fino ai giorni nostri quando finalmente il Palazzo è ritornato ad essere di proprietà della Comunità monticiana, in attesa della ristrutturazione e della definitiva rinascita.

San Silvestro


Nella parte più alta di Monte Compatri si trova il maestoso
Convento di San Silvestro, il cui primo insediamento risale alla metà del '400, sebbene buona parte del complesso architettonico sia tardo seicentesco. La pinacoteca del Convento possiede pregevoli dipinti di scuola manirista e caravaggesca.
All'interno della Chiesa si trovano le spoglie del Beato Giovanni di Gesù Maria da Calahorra, uno dei fondatori della nascente Congregazione d'Italia dei Carmelitani Scalzi, oltre ad essere un grande scrittore di mistica e consigliere di numerosi papi. La presenza del Beato nel Convento ha portato Monte Compatri al gemellaggio con il suo paese nativo, Calahorra (Spagna).
Adiacente al complesso religioso si trova la deliziosa chiesetta della Madonna del Castagno, con all'interno la preziosa immagine della Madonna, da sempre venerata dai monticiani per le grazie dispensate nel corso dei secoli, prime fra tutte la protezione dal morbo del colera che, nel 1867, imperversò per tutta la campagna romana ma che nel paese, miracolosamente, non fece vittime. Il dipinto della Vergine, posto su un ceppo di castagno, era protetto da una costruzione in legno che fu sostituita nel 1675 da una cappella in muratura.